Alimentazione e prevenzione invernale

Alimentazione e prevenzione invernale

Energia vitale e alimentazione: una visione più ampia

Quello che mi ha portata ad avvicinarmi a un approccio alimentare differente da quello comunemente consigliato nelle scuole di nutrizione è stata l’idea che il cibo non sia solo una somma di componenti utili al nostro organismo. Ogni alimento, al di là della sua materialità, racchiude in sé un aspetto non visibile né quantificabile, ma comunque capace di nutrire la nostra parte più sottile.
Nelle medicine vitalistiche – dalla medicina cinese all’omeopatia, fino all’ayurvedica – questo aspetto che viene chiamato chi, energia vitale o prana, è considerato il motore, il governatore, il centro che anima l’organismo.

Se ci chiediamo come la scienza moderna spieghi la vita, non troviamo risposte davvero convincenti (ammesso che ci siano). Un embrione prende forma, il cuore comincia a battere. Alla nascita, con il primo respiro, i polmoni si attivano e, piano piano, tutti gli organi e gli apparati maturano secondo le loro specificità. Si vive, insomma, e poi si muore. Ma come si può spiegare che ogni essere umano, pur condividendo la stessa struttura anatomica, gli stessi apparati e organi, sia capace di pensare, amare e creare in modo del tutto soggettivo e, nonostante gli sforzi della scienza, così poco misurabile?
Qual è quel soffio vitale che ci fa ridere, piangere, muoverci, immaginare?

L’uomo come unità di corpo, mente ed energia

Le medicine vitalistiche, che non vedono l’uomo come una macchina, considerano primaria e assolutamente individuale l’energia che scorre in noi e coordina le nostre funzioni vitali.
Anche alcuni fisici si pongono queste domande. Tra loro, Federico Faggin, che propone un modello alternativo alla fisica classica, in cui l’essere umano è visto come un insieme di campi quantistici coscienti. Il corpo diventa l’aspetto materiale che vive nello spazio-tempo, studiato dalla scienza; la mente è l’aspetto quantistico, studiato dalla fisica quantistica; lo spirito è l’esperienza cosciente dello stato del corpo e della mente ed è caratterizzato dalla capacità di attribuire significato a tali esperienze e orientarne l’espressione.
È un tentativo affascinante di andare oltre la materia, una conoscenza che le medicine vitalistiche – come la medicina cinese e l’ayurvedica – avevano già intuito e tramandato da secoli.

In questa visione complessa dell’essere umano, anche l’alimentazione può essere considerata qualcosa che nutre non solo la parte materiale del nostro organismo, ma anche quella energetica. Ogni cibo porta con sé non solo carboidrati, grassi, vitamine e oligoelementi, ma anche una sua particolare energia, determinata da vari fattori: il luogo e il momento stagionale in cui cresce, la sua natura, la forma, il colore, il sapore e persino il modo in cui viene preparato.
Le indicazioni sulla prevenzione alimentare per il periodo invernale saranno quindi sia quantitative sia legate alla visione energetica del cibo.

Il ritmo delle stagioni: perché in inverno abbiamo bisogno di calore

Se pensiamo all’autunno e all’inverno, vediamo la natura ritirarsi lentamente in una vita sotterranea: le foglie cadono, il buio arriva prima, aumentano freddo e umidità. Anche il nostro organismo deve adattarsi, passando da un’energia espansiva, calda e luminosa a una più interna, ritirata e fredda.
Seguendo il ritmo delle stagioni, questo è il momento in cui dovremmo dedicarci a una vita più riflessiva, contrastando il freddo esterno con un calore interno che può essere nutrito da certi alimenti che la natura mette a disposizione proprio in questa stagione. Sono cibi che ci rafforzano e ci scaldano, invece di raffreddarci, particolarmente importanti per chi tende ad ammalarsi in questo periodo o è naturalmente più freddoloso.

  1. Il primo consiglio di prevenzione riguarda quindi l’utilizzo di alimenti di stagione, biologici e, meglio ancora, coltivati nel territorio in cui si vive.
    I pesticidi, infatti, oltre a intossicare il nostro organismo, il fegato e gli organi emuntori che devono lavorare di più per eliminarli, impoveriscono anche il terreno su cui crescono e, di conseguenza, il cibo coltivato su di esso. Da qui la ricerca continua di carenze e l’uso, spesso eccessivo, di integratori.
  2. È importante utilizzare il più possibile alimenti interi o integrali, perché la complessità dell’alimento si manifesta pienamente nella sua interezza. I chicchi integrali, per esempio, contengono una serie di sostanze che favoriscono la digestione e l’assorbimento di alcuni oligoelementi indispensabili per il nostro organismo, oltre a conservare la loro energia originaria.
  3. Un altro aspetto riguarda la scelta di alimenti dalla natura calda e non fredda, per sostenere il nostro calore interno. Alcuni cibi hanno infatti una propria natura, indipendentemente dalla loro temperatura, che può raffreddare o riscaldare l’organismo. Per esempio, latticini, tofu, pomodoro o frutta fresca hanno una natura raffreddante che può essere in parte modificata grazie a certi tipi di cottura o all’uso di spezie (come la cannella, ad esempio, mentre si scalda il latte). In altri casi, però, la natura dell’alimento è talmente fredda che neppure la cottura a fuoco vivace riesce a compensarla. Anche il cibo congelato è difficilmente riscaldante per il nostro organismo, oltre ad aver perso parte della sua vitalità.
  4. L’iperalimentazione, tipica di questo periodo, ha un effetto affaticante sugli organi digestivi, così come un eccesso di proteine o di carboidrati. Tutto ciò che sovraccarica i nostri organi finisce per esaurire anche la nostra energia vitale.

Di seguito, alcuni esempi sui cibi da scegliere in questo momento, come aiuto nell’affrontare l’esterno e per evitare che ci invada internamente.

Forme, colori ed energie dei cereali

Come consigli generali, le forme da preferire ora sono quelle tonde, che concentrano maggiormente l’energia verso l’interno.

Tra i cereali, quindi, il riso tondo o il miglio vanno in questa direzione: sono inoltre cibi che contengono silicio, oligoelemento che amplifica l’assorbimento della luce e porta nel nostro organismo l’energia dell’estate, stagione opposta come caratteristiche all’inverno, la prima calda e secca, la seconda fredda e umida.
Un altro cereale – anche se non appartiene alle graminacee – è il grano saraceno che, grazie alla sua crescita rapida, apporta all’organismo un’energia attiva utile a muovere la possibile stasi di questo periodo.
Anche l’avena, con il suo maggiore apporto calorico dato dal contenuto di grassi, può essere utile nel periodo invernale; è inoltre uno stimolante della ghiandola tiroidea, regolatrice del metabolismo e della temperatura corporea.

carote, barbabietole e altre verdure invernali

Le verdure dell’inverno: zucca, cipolla e radici

Fra i vegetali, come detto, sono da preferire quelli di stagione. La zucca, ad esempio, può essere una buona scelta: è un ortaggio-frutto con forma tonda e concentrata, con poca acqua e con una direzione energetica opposta alle verdure a foglia, che hanno una crescita ascendente, una natura fredda e un elevato contenuto di acqua, utile soprattutto nel periodo estivo.
La zucca è inoltre di colore giallo, colore del sole, ed è di sapore dolce: caratteristiche utili per riscaldarci. È ricca di sali minerali che ci alcalinizzano e ha un elevato contenuto di vitamina A, preziosa in questa stagione per le sue proprietà antinfettive e per lo stimolo che offre allo sviluppo delle mucose dell’apparato respiratorio e intestinale, indispensabili per la difesa da agenti esterni.
Favorisce anche la formazione di muco, fondamentale per eliminare virus e batteri. Il suo fabbisogno aumenta con l’incremento dell’inquinamento.
La vitamina A ha poi molte altre funzioni: mantiene sana la pelle, facilita l’assorbimento delle proteine, è importante per la vista, per la crescita ossea ed è anche anticancerogena.

Un altro vegetale di questo periodo è la cipolla, con la sua forma concentrica: è un bulbo e apporta all’organismo la sua capacità di resistere a temperature fredde. La sua compattezza e la crescita a strati concentrici trasmettono questa forza al corpo, oltre a favorire l’eliminazione dei liquidi in eccesso.
È ricca di quercitina, soprattutto la cipolla rossa, in particolare nella parte esterna che quindi non andrebbe buttata. La quercitina ha un’attività antinfiammatoria, rafforza il sistema immunitario, è benefica per l’intestino ed è anche un potente antiossidante.
L’ossidazione cellulare è un processo chimico naturale che avviene in tutte le cellule viventi: utilizziamo ossigeno per produrre energia e, come sottoprodotto, si generano radicali liberi, molecole instabili e reattive che possono danneggiare le cellule.
La quercitina è contenuta anche in altri ortaggi che crescono in questa stagione come sedano, broccoli e cavoli, oltre che in alcuni frutti come le mele e i frutti di bosco.

In questa stagione è utile inserire anche verdure a radice come carote e barbabietole rosse che, oltre ad apportare un’energia di Terra, quindi compatta e stabilizzante, hanno un sapore dolce e un colore solare.

Cotture che riscaldano e cotture da evitare

In inverno è inoltre consigliabile diminuire gli alimenti di natura e temperatura fredda, privilegiando quelli di natura riscaldante come aglio, cipolla, porro, frutta secca, cavolo, zucca, castagne, legumi, avena, zenzero, chiodi di garofano, cannella. Meglio optare per cotture lunghe a fuoco basso, anche con un po’ di olio, oppure per la pressione, soprattutto per cereali e legumi che portano un’energia raccolta. Vanno bene anche bollitura e vapore; da evitare invece troppe insalate e crudità.

Il potere del miso e dei cibi fermentati

Un altro alimento molto utile in questo periodo è il miso e, più in generale, i prodotti fermentati, per rafforzare l’intestino, organo fondamentale per la difesa del nostro organismo grazie al microbiota e alla mucosa intestinale, che impedisce il passaggio in circolo di sostanze estranee, anche virali o batteriche. L’intestino contiene inoltre numerose cellule linfatiche, ulteriore barriera immunitaria.

La parola miso significa “fonte di sapore”: è una pasta di fagioli di soia fermentati, marinati e invecchiati. Contiene enzimi attivi che favoriscono la digestione e varie sostanze utili al nostro organismo: glucosio, sali minerali, vitamine A, D e del gruppo B che nutrono pelle e sangue favorendone il ricambio; contiene acido linoleico, che contrasta gli effetti negativi del colesterolo sciogliendone l’accumulo nei vasi sanguigni; calcio, fosforo, magnesio, ferro, sodio, potassio ed è ricco di aminoacidi essenziali.
Il miso si ottiene dalla fermentazione dell’amido ad opera di microrganismi fungini, la base è costituita da fagioli di soia cotti e cereali come riso, orzo o altir; il più comune è fermentato con Aspergillus oryzae. Successivamente si sviluppano anche piccole colonie batteriche (probiotici) benefiche per la nostra salute.

Esistono vari tipi di miso, con cereali diversi e tempi di fermentazione differenti:
– il più scuro e a fermentazione lunga è adatto ai climi più freddi
– quello più leggero e poco fermentato ai climi più caldi
– quello rosso, moderatamente fermentato, per climi temperati o per tutto l’anno

Il miso ha inoltre un potente effetto alcalinizzante, utile alle difese dell’organismo.

Come preparare una zuppa di miso energetica

Nella zuppa si amplificano alcune sue proprietà grazie alla presenza di ingredienti come l’alga wakame e le verdure. Queste dovrebbero essere di tre tipi, con forme e direzioni di crescita diverse: una radice, che apporta energia di rinforzo nella parte bassa; un vegetale-frutto per la parte media; e una verdura che cresce verso l’alto per la zona respiratoria.
Questo rende la zuppa di miso carica di energia in movimento.

Per prepararla, si usano 2/3 tazze d’acqua (per due persone), un pezzetto di alga wakame di circa 5 cm, una carota come radice, una piccola cipolla come verdura tonda e qualche foglia di cavolo o broccolo. Si taglia tutto a piccoli pezzi e si cuoce; quando le verdure sono pronte, si aggiunge un cucchiaio raso di miso sciolto in mezzo bicchiere d’acqua, abbassando la fiamma per evitare che il miso bolla troppo. Dopo un minuto si spegne e si beve prima del pasto, così arriva all’intestino pulito.
L’alga wakame rilascia una mucillagine che riveste le pareti del tubo digerente proteggendolo da irritazioni e infiammazioni. È ricca di sali minerali come calcio, ferro e magnesio e vitamine del gruppo B. Come tutte le alghe, stimola il metabolismo e la disintossicazione, favorendo l’eliminazione di grassi, tossine, scorie radioattive e metalli pesanti.

L’importanza della vitamina C in inverno

L’ultimo consiglio è quello di introdurre cibi ricchi di vitamina C. Le sue funzioni sono molte, ma tra queste è importante ricordare che aumenta la fagocitosi, il processo di protezione primaria che costituisce una prima barriera immunitaria contro i microrganismi; è inoltre antiossidante, contribuisce alla formazione del collagene, che rende i tessuti più resistenti e meno infiammabili, aiuta la circolazione e permette l’assorbimento del ferro, elemento importante per la difesa dell’organismo.
In questa stagione è presente in molte verdure, negli agrumi e nella rosa canina.
È naturalmente consigliabile assumerla attraverso gli alimenti, perché – come detto all’inizio – il suo isolamento la priva delle sostanze che la rendono vitale e più facilmente assorbibile. L’acido ascorbico, prodotto chimicamente o isolato da fonti naturali, non contiene quei metaboliti secondari che ne facilitano l’assorbimento e l’utilizzo da parte dell’organismo.