La Nave di Ulisse – Tre tappe, un solo viaggio: un viaggio nel Metodo Feldenkrais attraverso tre passaggi: imparare a ridurre lo sforzo, scoprire ciò che è possibile e avventurarsi oltre l’abituale. Un percorso per sviluppare una capacità fondamentale dell’apprendimento: percepire nuove possibilità e orientarsi nel cambiamento senza dover sapere in anticipo dove porterà il viaggio.
QUANDO?
- 17-18 ottobre 2026 > La Nave di Ulisse 1 – Il Segreto del Minimo Sforzo
- 17-18 aprile 2027 > La Nave di Ulisse 2 – L’Arte del Possibile
- Autunno 2027 > La Nave di Ulisse 3 – Dalle abitudini alla Libertà Personale
CON Daniela Agazzi e Raffaele Rambaldi
La Nave di Ulisse 1 – Il Segreto del Minimo Sforzo
Per imparare qualcosa di nuovo non è necessario fare di più. A volte è necessario fare meno per poter percepire di più.
Nel Metodo Feldenkrais® la riduzione dello sforzo non è semplicemente un modo per rendere il movimento più facile o più piacevole: è una condizione fondamentale dell’apprendimento organico. Quando diminuisce lo sforzo, aumenta la sensibilità e il sistema nervoso può riconoscere con maggiore precisione ciò che sta accadendo, distinguere le differenze e scoprire possibilità che l’abitudine normalmente nasconde.
Attraverso movimenti semplici, variati e non imposti, esploriamo diverse possibilità e impariamo a confrontarle. Non cerchiamo di correggere un movimento secondo un modello prestabilito: lasciamo che sia l’organismo, attraverso una maggiore sensibilità e la possibilità di scegliere, a scoprire quali soluzioni risultano più efficaci, più comode e più economiche.
È così che possono aggiornarsi schemi consolidati che, per molte ragioni, possono oggi limitare il movimento, sostenere tensioni o dolori, ridurre la sensibilità o ostacolare le nostre prestazioni.
Questo processo non riguarda soltanto il modo in cui ci muoviamo. Ogni volta che modifichiamo un’abitudine, modifichiamo anche qualcosa nella nostra percezione di noi stessi e delle nostre possibilità. È in questo senso che il Metodo Feldenkrais® può contribuire ad aprire il nostro potenziale.
Può essere utile a chi desidera semplicemente stare meglio e, allo stesso tempo, a chi vuole portare più sensibilità, precisione e libertà nel proprio campo d’azione: dallo sportivo all’atleta agonista, dal musicista al concertista, dal danzatore all’artista, fino a chi lavora con le parole, con le immagini, con le idee o con le mani. Per chi svolge attività professionali altamente specializzate e creative, affinare la percezione può significare scoprire nuove possibilità di espressione, di apprendimento e di prestazione.
La prima tappa della Nave di Ulisse comincia così: ridurre lo sforzo per aumentare la sensibilità, riconoscere nuove possibilità e lasciare che l’organismo impari a scegliere.
La Nave di Ulisse 2 – L’arte del possibile
Tutti sono convinti che una cosa sia impossibile, finché arriva uno ‘sprovveduto’ che non lo sa e la realizza. (Albert Einstein)
Ci sono persone capaci di compiere ciò che sembrava impossibile: superare un limite fisico, trasformare una difficoltà in una risorsa, raggiungere risultati che nessuno avrebbe previsto. E ci sono, al contrario, persone dotate di grandi capacità che, per ragioni diverse, finiscono per esprimere solo una parte del proprio potenziale.
Che cosa fa la differenza? Perché una possibilità che per qualcuno è evidente può essere completamente invisibile a qualcun altro? E perché ciò che sappiamo fare oggi può sembrarci naturale, mentre qualcosa di appena diverso può apparire difficile, estraneo o addirittura impossibile?
Nel Metodo Feldenkrais® esploriamo queste domande direttamente attraverso l’esperienza. Quando impariamo a percepire meglio, possiamo accorgerci che tra ciò che facciamo abitualmente e ciò che pensavamo di non poter fare esistono molte possibilità intermedie. Piccole differenze, variazioni, combinazioni inattese possono aprire percorsi che prima non erano disponibili alla nostra percezione.
Il cambiamento, allora, non consiste semplicemente nel sostituire un comportamento con un altro. È un processo nel quale percezione, movimento, immaginazione, pensiero e modo di organizzarci si influenzano reciprocamente. Una nuova possibilità diventa realmente utilizzabile quando non è soltanto pensabile, ma può essere percepita, esplorata, riconosciuta e integrata nel nostro modo di agire.
Le lezioni di Consapevolezza attraverso il movimento® ci permettono di sperimentare questo processo in modo concreto: partendo da ciò che già conosciamo, introduciamo variazioni e combinazioni che ampliano progressivamente il campo delle nostre possibilità.
La seconda tappa della Nave di Ulisse è quindi un invito ad esplorare ciò che ancora non sappiamo di poter fare. Perché spesso il limite non è una frontiera definitiva: può essere anche nell’immagine che abbiamo di noi stessi, nelle nostre convinzioni o in ciò che le esperienze passate ci hanno portato a considerare possibile o impossibile.
È un invito alla scoperta che, a volte, il limite non è in ciò che possiamo fare, ma in ciò che riusciamo a immaginare, percepire e riconoscere come possibile.
Scoprire il possibile significa ampliare il campo di ciò che possiamo percepire, immaginare e scegliere.
La Nave di Ulisse 3 – Dalle abitudini alla libertà personale
Gli esseri umani sono creature abitudinarie. Le abitudini possono semplificarci la vita, ma possono anche diventare così familiari da limitarci, impedendoci di vedere e sperimentare possibilità diverse.
Nel Metodo Feldenkrais® ci occupiamo in particolare delle abitudini del movimento: gli schemi attraverso i quali abbiamo imparato a organizzarci. Non cerchiamo di modificarli con la forza o con la disciplina. Li esploriamo con delicatezza, finché il nostro sistema può scoprire che esiste un modo diverso, più facile o più efficace di fare ciò che già conosce.
È questo che chiamiamo aggiornare le abitudini: non eliminare ciò che sappiamo fare, ma ampliare il repertorio delle possibilità a nostra disposizione.
Ma le abitudini non riguardano soltanto il movimento. Abbiamo anche abitudini nel modo in cui reagiamo a ciò che non conosciamo, a una difficoltà, a un errore, a qualcosa che non ci riesce subito. Possiamo arrabbiarci, scoraggiarci, prendercela con noi stessi, con il movimento, con la situazione o con chi ci sta accompagnando. E spesso scopriamo che il nostro modo di reagire a una difficoltà durante una lezione assomiglia molto al modo in cui affrontiamo le difficoltà nella vita quotidiana.
Il Metodo Feldenkrais® ci offre un contesto protetto nel quale possiamo riconoscere questi automatismi, esplorarli e sperimentare risposte diverse. Possiamo accorgerci di ciò che facciamo abitualmente proprio nel momento in cui lo facciamo, senza doverlo necessariamente cambiare subito.
Entrare nel non abituale significa infatti incontrare qualcosa di meno familiare. Un movimento può sembrarci strano, una direzione può diventare incerta, una soluzione può non arrivare. E proprio qui comincia una parte importante dell’apprendimento: che cosa facciamo quando non sappiamo ancora come andrà a finire?
Invece di cercare immediatamente una soluzione, possiamo fermarci, ascoltare, aspettare che emerga una nuova possibilità. Possiamo imparare a procedere nella nebbia senza avere bisogno di vedere subito la strada.
È una capacità preziosa nel movimento, ma anche nella vita: essere incerti nelle proprie certezze, non dare nulla per scontato, mantenere aperta la possibilità che esista un modo diverso di vedere, pensare o agire.
La terza tappa della Nave di Ulisse ci porta così oltre l’abitudine e oltre la semplice scoperta del possibile: ci invita a riconoscere quei meccanismi automatici che, mentre ci promettono sicurezza, possono anche limitarci.
Perché la libertà non consiste soltanto nell’avere più possibilità, ma nel poter scegliere come rispondere quando incontriamo ciò che non conosciamo ancora.
DOVE
Associazione PerCorsi, Viale dei Mille 90, Firenze
INFO PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA
Contatti: 338.1403505 – danielaagazzi@gmail.com – www.progettofeldenkrais.it
- Daniela AGAZZI
Laureata al DAMS. Danzatrice, performer e insegnante di danza contemporanea.
Dal 1994 insegna movimento nel settore dell’handicap psico-sociale.
Allieva diretta di Ruthy Alon, dal 2001 è insegnante del Metodo Feldenkrais®. E’ Trainer Internazionale del programma per il rafforzamento delle ossa e la riorganizzazione posturale ‘Bones For Life®’ di Ruthy Alon e formatrice di nuovi insegnanti. Dal 2006 dopo la formazione presso l’Institute für Kinesiologie und Alternativmedizin Zürich è Brain Gym® Teacher riconosciuta dalla Educational-Kinesiology Foundation, California-Usa. Insegna il Metodo Feldenkrais®, il programma Bones For Life® e il Brain Gym® in incontri individuali, gruppi settimanali e seminari per il pubblico nonché percorsi di formazione.
- Raffaele RAMBALDI
Formatore aziendale, Trainer in PNL certificato da Bandler, Grinder e IANLP, e PNL Counsellor. Dal 2001 è insegnante del Metodo Feldenkrais® e dal 2014 Senior Trainer in Movement Intelligence®. Allievo diretto di Ruthy Alon, è Trainer Internazionale di ‘Bones For Life®’ e formatore di nuovi insegnanti. Dal 2006, dopo la formazione presso l’Ikamed di Zurigo, è Brain Gym® Teacher riconosciuto dalla Educational-Kinesiology Foundation, California-Usa. Ha formato la sua visione integrando la Tecnica Craniosacrale Upledger, il Nei Gong con Flavio Daniele e la Psicologia Energetica (EFT e Logosynthesis). Insegna in sessioni individuali, percorsi di gruppo, seminari e corsi di formazione professionale.

